Oltre duemila ottimisti alla cena del Pd

pubblicato dal Corriere Adriatico, domenica 17 maggio

cena_pd

Matteo Ricci annuncia: “Vinceremo subito sia a Pesaro che a Urbino, al ballottaggio a Fano”.

PESARO – Uno su mille ce la fa. Alla cena dell’Adriatic Arena di venerdì sera del Partito Democratico hanno dichiarato 2.200 partecipanti. Così per un Matteo Ricci aspirante al trono della Provincia forse troppo sincero, “vinceremo al primo turno a Pesaro e Urbino, al secondo su Fano”. Per lui, Ceriscioli e Corbucci sono certi, mentre per Valentini la salita si prospetta più dura che per gli altri. “Se il Pd nazionale ci somigliasse tutto andrebbe molto meglio anche al governo. Saremo d’esempio alla nazione. La ripresentazione della coalizione di centrosinistra uscente è riproposta ovunque senza tentennamenti. Plaudo alla nostra dirigenza, qui in prima fila, per non aver mai pensato a sé, ma investito sui propri successori aprendo a una nuova generazione”.
Nell’arena del palazzo dello sport, i deputati Vannucci e Giovanelli, Sara Giannini e il senatore Goffredo Bettini. Il resto, una distesa a perdita d’occhio di tavoli e persone in fila per il proprio vassoio (arrosto con patate carote piselli, omelette ai funghi, affettati, pane e biscotti) per cui hanno pagato 20 euro di finanziamento al partito. Quasi in 50 da Villa Fastiggi, una ventina ciascuno Villa Ceccolini e Villa San Martino, Muraglia; 30 da Tavullia, San Costanzo, Gradara, dalla Italcappa e dalla Cia; poco meno da San Lorenzo, Mondolfo, Montecchio, Pergola, come dall’Aspes. Non sono mancati l’Idv e Rifondazione, né il movimento liberal gobettiano socialista. Una ventina anche dalla Valmarecchia in secessione, circa in 70 per Auser-Cgil-Morbidelli e poi Fano con 145 ospiti. La lista dei sostenitori del Pd in Provincia è lunga.
Lo ribadiscono i candidati che si succedono sul palco e prendono la parola. Ceriscioli per il Comune di Pesaro, Corbucci per Urbino, Valentini per Fano e poi Ucchielli in Europa, che porge la parola al collega Francesco De Angelis come lui in lizza nel collegio del Centro Italia. A chiudere Matteo Ricci, con un piglio da rodato arringatore che mira a creare nel pubblico, e visibilmente riesce, un senso di unità e una partecipazione, quasi commossa. Non dimentica nessuno, dagli operai in cassa integrazione e i precari, agli imprenditori e i piccoli artigiani, dalle banche ai sindacati. Ma soprattutto riceve il maggior scroscio di applausi quando con intelligenza parla ai cuori della gente con fare pratico: “Questo viaggio di campagna elettorale è stata una straordinaria esperienza umana, molto formativa, in cui a rimanermi impressi sono rimasti innanzitutto gli sguardi e le strette di mano delle persone che ho incontrato. Mani, non mingherline e lisce come le mie che ho avuto la fortuna di studiare, ma mani di chi ha fatto lavori pesanti, oggi scomparsi dalla televisione. Diamo più rappresentanza al mondo del lavoro”.
“La provincia del sole e del vento – come la chiama lui – mira al primo vagone nel treno dell’innovazione”, “la nautica va mantenuta qua perché non siamo una zona da mordi e fuggi”, e molte altre tematiche hanno tenuto banco l’altra sera, dalla crisi economica di un Pil ai minimi storici fino alla questione dell’identità e della resistenza, “non siamo mai stati incalzati – dice – per festeggiare il 25 aprile che da più di 60 anni ricordiamo come il nostro Dna”.
Trovando il tempo per una battuta di spirito. Barzelletta: due signore a passeggio si incontrano, una ha un cane, l’altra le chiede “che razza è?”, lei risponde “un incrocio”, e questa “ssshh! Che se s’accorge Ucchielli ci fa intorno una rotatoria”.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: