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Uniti contro la Catalano vicesindaco

16 maggio 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, sabato 16 maggio

Monta la polemica sulla scelta di Ceriscioli e il suo accordo con LiberiXPesaro. “Prima è meglio contarsi”. Per Sabrina Pecchia (PdcI) è una decisione prematura. Ieri sera la grande festa del Pd con cena al palasport.

PESARO – Come un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. Giuseppina Catalano dei Liberi per Pesaro avrà di che preoccuparsi tanto da destra quanto da sinistra. Quando “ha fatto il salto” in favore del centrosinistra, parlando di convergenze sul programma, gli ex alleati del centrodestra l’hanno accusata di essersi “venduta per una pacca di fava” (uno per tutti Roscini della Lega), riferendosi alla generosa profferta della poltrona da vicesindaco che Ceriscioli le ha subito portato in dote. Ora che la data del voto si avvicina, la compattezza di quella decisione sbandierata dall’attuale primo cittadino perde di consistenza e si frantuma nelle posizioni dei partiti minori che appoggiano il Partito Democratico “con coerenza” e che proprio per questo non si palesano mai in aperte contestazioni, ma comunque sfociano in fondati dubbi e velate velatissime critiche.
Alla conferenza pubblica di confronto tra candidati sindaci dell’Ande, “convinto di traguardare il risultato al primo turno”, Ceriscioli riferì delle poche resistenze dei sodali di coalizione al fitto dialogo con i LxP che proprio in quella data di fine aprile si siglò nell’offerta della carica di vicesindaco. “Più di un puro conteggio, è un valore aggiunto” disse. Oggi il PdCI, per voce del consigliere Del Monte, infatti plaude: “una scelta che ha prodotto il risultato di portare ipotetici voci che erano contro, a favore del centrosinistra”.
Quando poi in tandem, Catalano e Ceriscioli, di lì a un giorno si presentarono appositamente alla stampa per rinnovare l’impegno (tra gli alleati presente solo il silenzio assenso di Delle Noci, capolista di Vivi Pesaro), tutti udirono del valore ideale di “un ruolo non affidato al risultato elettorale”. E, in evidenza, potrebbe essere nella piena autonomia del sindaco farlo. Peccato che non tutti i suoi compagni di coalizione stiano sorridendo a questo potere di buon occhio.
“Ce la siamo sempre giocata sul voto, conterà per tutti – rivela Sabrina Pecchia (PdCI) – è una decisione prematura del sindaco. Su questo non siamo stati minimamente interpellati e siamo per le regole del gioco democratico”. Italia dei Valori, che con buona ambizione e forse probabilità punta al risultato come secondo partito di governo, dal canto suo appare più allibita che delusa. Anche per loro “è nei processi democratici che il consenso abbia un peso. Il vicesindaco non è una “condicio sine qua non’. La stessa Catalano sembra non volersi sottrarre a questa verifica”.
E alla riconferma dei voti, tornando ai Comunisti Italiani, si riproporranno capolista l’assessore al bilancio Pecchia e il consigliere Gabriele Del Monte, che il partito spera di riavere nei rispettivi ruoli. “Abbiamo l’umiltà di riconoscere – dicono – che siamo solo una delle diverse anime della sinistra cittadina, ma abbiamo anche l’ambizione all’unità delle sinistre e su questo lavoreremo subito dopo le elezioni, in primis con Rifondazione. Crediamo che i partiti abbiano ancora la nobile funzione di favorire la partecipazione della gente a temi e progetti della città”. I loro, sono volti ad “ampliare a tutti l’accesso alle possibilità offerte dalla pubblica amministrazione” e a “ridare dignità agli sport di base”.
E forse un po’ di base, passando al tema della militanza, è stata seduta ieri sera ai tavoli allestiti all’Adriatic Arena per la cena del Partito Democratico. Tanta gente apparecchiata a supporto di candidati comunali e di Matteo Ricci. Ad occhio oltre il migliaio di persone.

Filippucci: “L’Udc punta al cambiamento”

16 maggio 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, sabato 16 maggio

PESARO – “Il vicesindaco l’avevo scelto, ma me l’han portato via”, ironizza nel frattempo il candidato sindaco Piergiorgio Cascino alla presentazione comunale dell’Udc dove Luciano Moretti fa sapere al “marxista” Mascioni: “Battagli con i suoi amici di sinistra, ma non ramazzi nel campo dell’Unione di Centro”. Il timore palesato è che in troppi si spaccino come rappresentanti dell’associazionismo del mondo cattolico. “Difendete i principi della vostra coerenza storica” è dunque l’invito di Cascino, che riferisce sondaggi locali in cui è dato certo un suo ballottaggio, con la speranza addirittura del primo turno.
Capolista Fabio Filippucci, l’Udc ha ripercorso la travagliata storia delle candidature a primo cittadino su Pesaro (dove lo stesso Moretti era designato e poi s’è ritirato in favore di Cascino), “in un rapporto corretto con le forze politiche impegnate per giungere ad un cambiamento”.
“Abbiamo cercato di compattare tutte le anime del centrodestra, ma alla fine di tutto siamo rimasti sconfitti. Se gli altri giocano sporco, è destino che a Pesaro noi si perda”. Questa l’amara constatazione di Moretti, cui poco dopo ha seguito una grave accusa (senza nomi) mossa da Cascino – “Hanno raccolto le firme sui nostri fogli, senza più restituirceli” – che però forse odora un po’ delle rose bianche di un vecchio comunicato Pdl.