“I giorni più difficili per gli allergici”

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 13 maggio

“Tenere chiuse le finestre, fare la doccia e cambiare gli abiti al ritorno a casa. E usare gli antistaminici”. Pollini, caldo e vento fanno soffrire il 20 per cento dei cittadini. I consigli del dottor Ugolini.

PESARO – Pollini e allergie. Il manto stradale della città in alcuni tratti sempre più imbiancato dagli sfiuti degli alberi e cittadini sempre più alle prese con arrossamenti agli occhi e lacrimazione, pruriti, starnuti e ostruzioni nasali, tosse, difficoltà respiratorie e addirittura broncospasmi ed asma. Così, mentre di natura i pollini tendono a trasportare il corredo cromosomico maschile della pianta all’impollinazione anemofila, ossia veicolata dal vento, a riprodursi sono anche i disagi allergici della gente. Che rimedi adottare? Abbiamo sentito il dottor Marcello Ugolini, direttore dell’unità operativa di pneumologia del San Salvatore.
Davvero un brutto periodo per gli allergici… “È certamente la fase peggiore, con l’esplosione del caldo e il vento. Questo è il momento delle allergie da graminacee, poi fino a settembre sarà la volta delle parietarie. Si pensi che circa il 20% della popolazione soffre di manifestazioni allergiche, un 5% di asma da pollinosi”.
Senza barricarsi in casa, come correre ai rimedi per chi si scopre allergico? “Tra i consigli più comuni va dato quello di tenere le finestre chiuse per impedire ai pollini di entrare in casa e di farsi una doccia e cambiarsi gli abiti al rientro per non dormire in un ambiente in cui possano esser presenti. Nei casi di emergenza, per chi non aveva già una diagnosi di allergia, le terapie farmacologiche possibili prevedono antistaminici di ultima generazione, che non provocano sonnolenza o, come riscontrato nei casi più gravi (fino al ritiro dal commercio) scompensi cardiaci, ed è anche possibile intervenire con spray nasali corticosteroidi. I raffreddori possono essere trattati anche per tutto il mese della fioritura mediante antistaminici. La possibilità di curare riniti ed asma allergici con una terapia anti-infiammatoria agli antileucotrienici garantisce invece efficacia se posta in essere almeno una ventina di giorni il manifestarsi dei sintomi”.
Sarebbe quindi essenziale arrivare per tempo ad affrontare questa stagione? “È importante che chi si scopre soggetto a queste allergie, già in settembre imposti con il proprio medico una terapia adatta alla propria sintomatologia, rivalutando annualmente un’immunoterapia calibrata sugli specifici allergeni a cui risulta sensibile, senza trascurare eventuali aggravamenti della propria situazione, visto che l’asma allergico può manifestarsi da forme più lievi a quelle più gravi per cui si finisce al pronto soccorso. È possibile quindi effettuare accertamenti con prove epicutanee presso gli ambulatori del nostro reparto o all’Asur di via XXI febbraio, cui eventualmente far seguire esami di secondo livello con prelievi del sangue”.


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