“Adesso è ora di guardare avanti”

pubblicato dal Corriere Adriatico, sabato 9 maggio

Drudi ottimista alla giornata dell’economia tace però sulla crisi con Confindustria. “Internazionalizzare non significa solo andare a fiere estere ma anche realizzarne sul proprio territorio”.

PESARO – Nell’obiettivo nazionale, disegnare la mappa dello sviluppo in Italia. In quello nostrano, l’appuntamento con andamenti e previsioni sull’economia locale. Si è svolta nella mattinata di ieri al quartiere fieristico di Campanara, la settima giornata dell’economia promossa in tutta la penisola dalle 103 Camere di Commercio di Unioncamere e dedicata al ruolo delle piccole e medie imprese in Europa.
“Per carattere e per esperienza – ha ribadito il presidente camerale di Pesaro-Urbino, Alberto Drudi – sono poco incline a piangermi addosso, ma nelle diverse crisi passate il nostro sistema economico ha sempre saputo reagire e venirne a capo più forte di prima. Sarà lo stesso, anche questa volta. Ci vorrà tempo, ma noi della provincia siamo gente tenace e laboriosa e ce la faremo. È arrivato il momento di guardare oltre”. Segnali di ripresa già per l’estate, lieve crescita dal 2010. Intanto, chiave di volta l’internazionalizzazione delle imprese, mentre torna il leif motive della seppur contestatissima Domo360, anche se il Presidente rifugge, sul palco quanto in platea, qualsiasi commento alla caustica questione Ente Fiera contro Confindustria, che ha intrapreso da giorni la strada del tribunale senza grandi vedute di riappacificazione. Con l’invito a non farsi male.
“La manifestazione di settembre contribuirà in modo importante alla fase di rilancio del distretto industriale provinciale – incalza – So benissimo che è difficile costruire il consenso, oggi che le divisioni sembrano diventate un’arte: uno dice A e l’altro è pronto a dire B per partito preso, e viceversa. Però non facciamoci del male, collaboriamo sulle iniziative proiettate a portare avanti risultati nel nostro territorio. Noi facciamo la nostra parte. Abbiamo risposto positivamente a tutte le richieste venute soprattutto dalle grandi imprese di finanziare iniziative all’estero, ma ora siamo noi ad aspettare risposte positive. Internazionalizzare non significa solo andare a fiere estere, ma anche farne sul territorio. Con 44mila imprese iscritte, abbiamo il dovere di organizzare iniziative che tutelino tutti, piccoli medi e grandi”. Previste dunque a Pesaro, 36 Paesi esteri tra cui i nuovi mercati di Africa, Russia e India, nel solco delle recenti perlustrazioni che in Giordania e Arabia Saudita, avrebbero portato a stringere accordi per portare alla mostra delegazioni di importanti operatori economici e l’opportunità di una fiera del mobile in febbraio a Jeddah. Mentre la Cciaa ricorda un impegno finanziario per i 2009 di oltre 4 milioni di euro.
Priorità ribadite in tutti gli interventi: allargare le maglie del credito, sostegno al lavoro con forme di tutela anche per microimprese e artigianato, innovazione e apertura all’internazionalizzazione, stimolando il turismo. Senza indietreggiare, reagire.


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