Ceriscioli sorprende: Catalano la vice

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 23 aprile

L’esponente di Liberi non risponde. Cascino ironizza sull’assente Mascioni. La proposta durante l’interessante dibattito dell’Ande fra i candidati alla guida della città. Assente Sebastiani.

Dopo un intenso e deciso corteggiamento, finalmente la proposta di matrimonio c’è stata. Luca Ceriscioli ha esternato pubblicamente ieri pomeriggio la sua offerta di un posto da vice-sindaco alla candidata di Liberi per Pesaro, Giuseppina Catalano. Occasione dell’invito a nozze, che l’unica donna dei 7 in lizza per le prossime amministrative non ha al momento accolto, nemmeno con un sorriso, la conferenza sapientemente organizzata dall’Associazione Nazionale Donne Elettrici, che ha saputo riunire al tavolo del consiglio comunale cittadino tutti i possibili futuri primi cittadini in un utile confronto di traghettamento al voto, condotto dalla giornalista Silvia Sinibaldi.
Giuseppina Catalano (LxP)
Poco prima aveva pronunciato il suo appello al voto come garante di “indipendenza, competenza e rigore”. Ha rigettato lo scollamento dei partiti dalla realtà e gli accordi di segreteria, rifacendo il look della sua lista civica perchè – ha spiegato riferendosi agli ammiccamenti del Pd, dopo che il Pdl ha sostenuto una candidatura diversa dalla sua – “come lista civica non abbiamo un’immagine immacolata da mantenere ma dobbiamo raccogliere risultati concreti per la città”.
Luca Ceriscioli (Pd & Co.)
Sogghigna puntando il dito alla frammentazione avversaria che non rispecchia l’unità delle coalizioni del governo centrale. Plaude agli alleati di centrosinistra, da cui si attendeva resistenze e che hanno invece capito l’apertura ai Liberi, “non come puro conteggio ma come valore aggiunto alla proposta alla città”. Comunque “convinto di traguardare il risultato al primo turno”. Ceriscioli, ritornando nelle vesti di sindaco, ha poi aggiunto che Palazzo Perticari è stato venduto. Aperte le buste, Signoretti se l’è aggiudicato all’asta: unico compratore ha alzato a 1 milione e 800mila euro la cifra d’acquisto (da una base di 400mila euro in meno) e tra l’altro rinunciando all’ipotesi di non presentarsi all’asta, mandandola deserta e andando a trattativa privata col Comune. L’Oliveriana ha di che sperare.
Piergiorgio Cascino (Pdl-Udc)
Chiama Ceriscioli “sindaco uscente” e gli va dato atto di grande ironia quando in chiusura dei lavori, chiede scherzoso “Vogliamo far parlare anche Mascioni?”, candidato rincorso e mai palesato dal centrodestra. (In proposito per Stafoggia, “siamo in 7 e manca Biancaneve, ma l’abbiamo aspettata fino all’ultimo”.) Vuole distinguersi come uomo ”non politico” e riportare al centro dell’amministrazione la gente, proponendosi al cambiamento per “una fondamentale alternanza all’incancrenimento di alcune situazioni del monocolore negli ultimi 60 anni”.
Walter Stafoggia (La Destra)
Per non tradir le origini cita Mussolini e avversa il centralismo di Villa Fastiggi tra le preferenze di giunta a discapito del centro. Convinto che al ballottaggio il popolo del centrodestra si riunirà, accusa “l’imperatore che decide i suoi vassalli” presente in ogni partito, auspicandosi una prima tornata al voto come primarie per il loro candidato.
Dante Roscini (Lega Nord)
Al ballottaggio con Pdl, intanto duri e puri. Alle “campagne acquisti” altrui, ribatte “abbiamo sempre mantenuto il nostro simbolo e la nostra identità”.
Mirco Ballerini (Lista Grillo)
Chiude, “votate una lista civica, anche non necessariamente noi, contro le scelte di lobbies non autonome dei partiti”.
Maurizio Sebastiani (Città inComune)
Il presidente della prima circoscrizione, nonchè medico, non ha potuto presenziare per urgenze di servizio.


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