Archive for 23 aprile 2009

Ceriscioli sorprende: Catalano la vice

23 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 23 aprile

L’esponente di Liberi non risponde. Cascino ironizza sull’assente Mascioni. La proposta durante l’interessante dibattito dell’Ande fra i candidati alla guida della città. Assente Sebastiani.

Dopo un intenso e deciso corteggiamento, finalmente la proposta di matrimonio c’è stata. Luca Ceriscioli ha esternato pubblicamente ieri pomeriggio la sua offerta di un posto da vice-sindaco alla candidata di Liberi per Pesaro, Giuseppina Catalano. Occasione dell’invito a nozze, che l’unica donna dei 7 in lizza per le prossime amministrative non ha al momento accolto, nemmeno con un sorriso, la conferenza sapientemente organizzata dall’Associazione Nazionale Donne Elettrici, che ha saputo riunire al tavolo del consiglio comunale cittadino tutti i possibili futuri primi cittadini in un utile confronto di traghettamento al voto, condotto dalla giornalista Silvia Sinibaldi.
Giuseppina Catalano (LxP)
Poco prima aveva pronunciato il suo appello al voto come garante di “indipendenza, competenza e rigore”. Ha rigettato lo scollamento dei partiti dalla realtà e gli accordi di segreteria, rifacendo il look della sua lista civica perchè – ha spiegato riferendosi agli ammiccamenti del Pd, dopo che il Pdl ha sostenuto una candidatura diversa dalla sua – “come lista civica non abbiamo un’immagine immacolata da mantenere ma dobbiamo raccogliere risultati concreti per la città”.
Luca Ceriscioli (Pd & Co.)
Sogghigna puntando il dito alla frammentazione avversaria che non rispecchia l’unità delle coalizioni del governo centrale. Plaude agli alleati di centrosinistra, da cui si attendeva resistenze e che hanno invece capito l’apertura ai Liberi, “non come puro conteggio ma come valore aggiunto alla proposta alla città”. Comunque “convinto di traguardare il risultato al primo turno”. Ceriscioli, ritornando nelle vesti di sindaco, ha poi aggiunto che Palazzo Perticari è stato venduto. Aperte le buste, Signoretti se l’è aggiudicato all’asta: unico compratore ha alzato a 1 milione e 800mila euro la cifra d’acquisto (da una base di 400mila euro in meno) e tra l’altro rinunciando all’ipotesi di non presentarsi all’asta, mandandola deserta e andando a trattativa privata col Comune. L’Oliveriana ha di che sperare.
Piergiorgio Cascino (Pdl-Udc)
Chiama Ceriscioli “sindaco uscente” e gli va dato atto di grande ironia quando in chiusura dei lavori, chiede scherzoso “Vogliamo far parlare anche Mascioni?”, candidato rincorso e mai palesato dal centrodestra. (In proposito per Stafoggia, “siamo in 7 e manca Biancaneve, ma l’abbiamo aspettata fino all’ultimo”.) Vuole distinguersi come uomo ”non politico” e riportare al centro dell’amministrazione la gente, proponendosi al cambiamento per “una fondamentale alternanza all’incancrenimento di alcune situazioni del monocolore negli ultimi 60 anni”.
Walter Stafoggia (La Destra)
Per non tradir le origini cita Mussolini e avversa il centralismo di Villa Fastiggi tra le preferenze di giunta a discapito del centro. Convinto che al ballottaggio il popolo del centrodestra si riunirà, accusa “l’imperatore che decide i suoi vassalli” presente in ogni partito, auspicandosi una prima tornata al voto come primarie per il loro candidato.
Dante Roscini (Lega Nord)
Al ballottaggio con Pdl, intanto duri e puri. Alle “campagne acquisti” altrui, ribatte “abbiamo sempre mantenuto il nostro simbolo e la nostra identità”.
Mirco Ballerini (Lista Grillo)
Chiude, “votate una lista civica, anche non necessariamente noi, contro le scelte di lobbies non autonome dei partiti”.
Maurizio Sebastiani (Città inComune)
Il presidente della prima circoscrizione, nonchè medico, non ha potuto presenziare per urgenze di servizio.

Osservatorio sugli appalti. Un accordo in Provincia

23 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 23 aprile

PESARO – Un Osservatorio provinciale sugli appalti. È stata questa la principale conquista del Protocollo d’Intesa tra Provincia di Pesaro e Urbino e Centrali Cooperative provinciali siglato ieri al tavolo della Giunta di via Gramsci, salutata con favore da Fabio Grossetti (Legacoop), che ha preso la parola anche a nome dei colleghi, riferendosi al “controllo come un tema fondamentale in una situazione che va degenerando, con il beneplacito o la poca attenzione di amministrazioni pubbliche, ma certo non questa. Va trovata – si auspica – un’ipotesi alternativa alla gestione degli appalti al minimo ribasso”. “La situazione – ha poi spiegato Grossetti – non è così avanzata in tutte le province delle Marche e la scelta di uno specifico assessorato con delega alla cooperazione è sicuramente di rilievo. La prima conferenza provinciale della cooperazione s’è tenuta qui a Pesaro e oggi ne presentiamo gli atti, il 14 maggio a Macerata ci sarà il convegno regionale. Il segnale positivo oggi c’è, speriamo nella sua continuazione. Del resto, anche in periodi di crisi come questo, registriamo una buona tenuta e spesso dai dipendenti delle imprese in difficoltà nasce l’idea della cooperativa come il recente consorzio artigiano per le imprese navali”. Il protocollo porta in calce le sigle del presidente Palmiro Ucchielli, di Stefano Burattini per Agci, Stefano Bertuccioli per Confcooperative, Fabio Grossetti per Legacoop e Stefano Pagnoni per Unci.

Condannato a trent’anni

23 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 23 aprile

Ghisco deve pagare ancheuna provvisionale di 100milaeuro e scontare la penain un carcere del suo paese. Il moldavo che uccise Antonio Capponi sconterà la pena nel suo Paese.

URBINO – Il massimo della pena, riconosciute le aggravanti di crudeltà e premeditazione, è la sentenza per l’omicidio di Antonio Capponi, 58 anni, proprietario di un’autosalone ucciso in Urbino a metà novembre 2008, che condanna il 25enne Serghei Ghisco, moldavo residente da anni in città con la famiglia, a 30 anni di reclusione, da scontarsi in carcere nel suo paese d’origine. La decisione in seduta monocratica è stata presa ieri dal Giudice dell’Udienza Preliminare di Urbino, Camillo Romandini, che ha accolto le istanze avanzate in aula nel breve dibattito di martedì dal Pubblico Ministero, Simonetta Cattani, alla presenza della parti: moglie e figlie della vittima, costituitesi parte civile, e il giovane accusato, che ha evitato l’ergastolo, grazie al giudizio con rito abbreviato.
A Ghisco, oltre ad esser state riconosciute le aggravanti contestate facenti leva su moventi e dinamica del gesto, è stata comminata la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
La famiglia Capponi aveva avanzato domanda per un risarcimento danni, calcolato in circa 1 milione e 800mila euro. Il giudice ha ritenuto al momento di condannare l’imputato al pagamento di una provvisionale di 100mila euro, riservando a separata sede la definizione dell’entità del danno. Restano a carico di Ghisco le spese processuali. È poco probabile che queste cifre siano comunque nella disponibilità economica del condannato.
“Ma è certo – conclude l’avvocato Ambrosini che tutela la famiglia Capponi – che mai potrà essere risarcito il danno affettivo e psicologico di una tragedia che per queste donne si è consumata macchiando di rosso tanto la loro abitazione quanto le loro esistenze, irrimediabilmente. È un delitto molto grave, una vicenda che tocca al cuore l’intera comunità urbinate e che dovrebbe toccare anche chi quel delitto ha compiuto, fino a poco prima trattato come un figlio”.
Ghisco è stato dipendente di Capponi fino al maggio 2008. Poi la sera del 12 novembre, stando alle ricostruzioni dei fatti accertate dal verdetto, lo aspetta sotto casa, lo colpisce ripetutamente con un bastone e infine, con un gancio, lo carica nel portabagagli della Renault Scenic di proprietà della vittima, trasportandone il corpo lontano al parcheggio della Piantata. Dall’autopsia sarebbe emerso che non fu il “trauma cranico encefalico da corpo contundente”, bensì l’asfissia dei 40 minuti di trasbordo, la causa del decesso.

Secondo la difesa indagini incomplete

23 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 23 aprile

URBINO – “Le indagini sono state incomplete e alcuni aspetti non sono stati approfonditi”, commentava già prima del verdetto l’avvocato Brunelli. Resta il fatto che proprio la celerità di un processo richiesto con il rito abbreviato, ha forse evitato a Ghisco l’ergastolo. Per Ambrosini, “a Ghisco vennero fatte presentare le dimissioni a seguito di una serie di illeciti da lui compiuti e di cui il Capponi era venuto a conoscenza”. Tra questi una Mitsubishi da 40mila euro ai tempi rubata al defunto è costata al moldavo la “recidiva infraquinquennale per reati contro il patrimonio”. A suo carico nel processo i capi d’accusa per furto, omicidio e occultamento di cadavere.

“Estraneo alla violenza”

23 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 23 aprile

La bambina è figlia della donna che all’epoca dei fatti viveva con l’uomo. Sentenza il 13 maggio. Un durantino accusato di atto sessuale con una minore.

URBINO – Va a metà maggio l’ultima fase del dibattimento in aula e il verdetto finale del processo per violenza sessuale su minore, su cui sarà chiamata ad esprimersi la triade di giudici composta da Sassi, Romandini e Marrone del Tribunale di Urbino.
Imputato un uomo di 39 anni, S.B. di Urbania, che secondo l’accusa avrebbe consumato un atto sessuale completo ai danni della figlia di quella che ai tempi era la sua convivente. L’uomo è difeso dall’avvocato Roberto Brunelli, congiuntamente al collega Adriano Mezzanotti, e tramite i propri legali conferma di essere del tutto estraneo all’addebito.
La ragazza, oggi ormai in procinto di raggiungere la maggiore età, all’epoca dei fatti contestati aveva circa 10 anni. Avrebbe però rivelato quanto risulta agli atti solo in un secondo tempo, ad un paio di anni di distanza, agli assistenti sociali che prima dell’episodio già avevano in carico la famiglia. Ne è così seguita una denuncia d’ufficio tanto che al processo non si è costituita una parte civile.
La madre della giovane, che ormai non vive più con l’imputato, non ha ritenuto opportuno avanzare alcun addebito all’uomo e da quanto sembrerebbe essere emerso nel dibattito, che si è tenuto ieri in aula, ad esplicita domanda della Corte sul perchè non abbia mai sporto denuncia contro l’ex compagno in favore di quanto così gravemente asserito dalla figlia, la donna si sarebbe dichiarata alquanto incerta sulla stessa veridicità della versione dei fatti riportata. All’istruttoria dibattimentale di ieri mattina hanno inoltre testimoniato alcune amiche della ragazza e gli assistenti sociali a cui la vittima aveva confessato la violenza per cui l’ex convivente della madre è stato denunciato. La giovane è stata sentita in un’audizione protetta.