Omicidio, 30 anni per Ghisco

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 22 aprile

Questa la richiesta del pm per la morte di Antonio Capponi.

URBINO – È stato richiesto il massimo della pena, 30 anni che evitano l’ergastolo in virtù del rito abbreviato, per il 25enne moldavo Serghei Ghisco accusato dell’omicidio di Antonio Capponi, 58 anni, titolare di una concessionaria di auto Urbino presso cui lo stesso giovane aveva lavorato per alcuni anni sino allo scorso maggio. Per il pm, Simonetta Cattani, sussistono i requisiti per la richiesta delle aggravanti: sevizie e crudeltà e premeditazione. Capponi era stato prima ripetutamente colpito con un bastone e poi rinchiuso nel portabagagli della sua vettura per poi esser trasportato distante dall’autosalone ove era stato vittima dell’agguato. Il delitto risale a metà novembre 2008, ieri il Gup di Urbino, Camillo Romandini, ha riunito le parti a porte chiuse – in aula moglie e figlie della vittima e il suo aggressore, senza cenni – e oggi nel primo mattino renderà nota la sentenza. Contegno e gran dignità per le tre donne. L’avvocato Michele Ambrosini, che sostiene le ragioni della vedova, Rosanna Pandolfi, e delle due figlie, poco più che maggiorenni, costituitesi parte civile al processo, riferisce di un ragazzo, “trattato come uno di casa”. Ora i familiari attendono giustizia dalla decisione del Gup e avanzano richiesta per un “risarcimento simbolico rimesso ad equità”. La cifra: 1 milione e 400 mila euro. Ma è quasi certo che l’indisponibilità patrimoniale del moldavo la renda insolvibile. Ghisco è stato infatti ammesso al gratuito patrocinio nella causa che lo vede oggi comparire avanti al Gup difeso da Brunelli e da Luca Varani, che ha scelto come legali ma di cui va allo Stato la parcella.


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