Archive for 22 aprile 2009

Uno sponsor da 100 mila euro

22 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 22 aprile

L’accordo: Bcc partner del Comune in tutte le iniziative turistiche.

Se quando piove s’impreca al Governo ladro, quando piovono soldi non resta che ringraziare il benefattore. E l’amministrazione Ceriscioli, prima di uscire di scena con la promessa di tornarvi immantinente, ne ha trovato uno ben generoso. Così il nuovo consiglio direttivo della Banca di Pesaro prende in mano una delibera del vecchio Cda sostituito a giorni e il Comune di Pesaro incassa una cifra tonda tonda di 100 mila euro di sponsorizzazione con un accordo annuale per le proprie attività di promozione. Una eredità che il sindaco di fine mandato, non intende caritatevolmente lasciare ad altri. “Visto che noi succederemo a noi stessi, saremo sempre noi a fruirne – rileva con sorriso fiero Ceriscioli – Non tutte le amministrazioni riescono a prendere sponsorizzazioni così importanti, bisogna esserne capaci”.
Dopo “Crescia e ov tost” per Pasqua e da giovedì “Paesi e Sapori”, il logo della Banca di Pesaro e dunque il suo contributo alla massima diffusione pubblicitaria delle iniziative comunali diventeranno “un affiancamento organico e non più una collaborazione a spot”, parola di sindaco. Tutto questo grazie ad un bando che, spiega l’assessore alle attività produttive e al turismo Luca Pieri, è uscito in gennaio, aperto a tutti, non solo ad istituti di credito ma anche a ditte private, con i termini di richiesta per la sponsorizzazione. Nessuno ha fatto a gara per le elargizioni, unico partecipante la Bcc Pesaro. Per Pieri, “la piccola e media impresa è l’ossatura della nostra zona. Attraverso una forte azione di promozione e accoglienza, e la comunicazione delle manifestazioni rivolte alle attività economiche locali, l’intervento ricadrà di certo sui principali utenti della banca stessa: cittadini, artigiani, commercianti, operatori alberghieri e ristoratori”.
Alla sua prima uscita pubblica per la stretta di mano che segue alla sigla sull’accordo scritto, che avrà validità da qui ad un anno, il neo-eletto presidente della Bcc Pesaro, il dottor commercialista Massimo Tonucci, che con tutta sincerità, infatti ovviamente spera “di recuperare l’uscita per questa azione di visibilità con l’apertura di nuovi conti”. E illustra, nuovamente, la mission della Banca di Credito Cooperativo che da lunedì è chiamato a presiedere, succedendo a Mario Del Prete. “Siamo l’unica banca locale a difendere e incentivare il radicamento sul territorio con massima trasparenza e continuità d’azione, dati gli ottimi risultati raggiunti già nel passato”. E anche per quanto riguarda gli impegni futuri, questi si collocheranno nel segno della tradizione. “Resteremo vicini allo sport pesarese e a breve doneremo un ecocardiografo trasportabile al San Salvatore”.
Delle dispute di squisito gusto politico, sollevate dal presidente uscente Mario Del Prete, che lamentava una sua esclusione ad opera di Ceriscioli&co. alla presidenza del vecchio Cda nei fatti riconfermato, il nuovo presidente Bcc Pesaro Tonucci, dando prova di buon gusto, preferisce non commentare, rifuggendo ogni strumentale polemica. “Rappresento un istituto di credito e debbo salvaguardarne il buon nome”.

Un bagno di denaro e di gente

22 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 22 aprile

PESARO – L’ondata mal tempo di questi ultimi giorni di finta primavera, è stata seguita, non solo da una pioggia di fondi, ma anche da un bagno di gente. Le prime prove di accoglienza estiva in realtà sono già partite offrendo un bilancio comunque positivo.
Ben lungi dal tirare i remi in barca e spiaggiare nelle secche dell’arena elettorale, l’assessore Luca Pieri e il primo cittadino Luca Ceriscioli si sono tuffati nella folla della “Stradomenica” primaverile inaugurata dalla pioggia.
Entrambi si dichiarano pienamente soddisfatti, con un pizzico di orgoglio paterno, di come la Stradomenica si stia sempre più rivelando una occasione cittadina di svago e shopping consolidata. Circa 800 gli esercizi commerciali aderenti, tra negozi e bancarelle, e un pubblico di afecionados che le avversità climatiche non accennano a fermare. Buon terreno per la “liberazione consumista” che prevede per il 25 aprile, l’apertura dei negozi di centro e mare cancellando una consolidata abitudine che vedeva le aperture festive legate al mese di maggio.

Lo dimettono dal pronto soccorso, il giorno dopo entra in coma

22 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 22 aprile

PESARO – Un aneurisma addominale lombare sta portando in queste ore, M.B., storico commerciante pesarese in pensione, a lottare per la vita al reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale San Salvatore. Settantenne, con i normali acciacchi dovuti all’età, stava male ormai da giorni, accusando fortissimi dolori al basso ventre. Pare si fosse fatto visitare nella sua casa di Tavullia dalla guardia medica, che gli aveva prescritto alcuni farmaci antidolorifici. Poi, visto il persistere di continui malesseri all’addome, aveva chiamato il 118 ed era stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso nella giornata di giovedì 16.
Da quanto risulterebbe al momento, M.B. giovedì è stato al Pronto Soccorso dell’ospedale pesarese per una manciata di ore, tra attesa e visita, e, a quanto si afferma, sembrerebbe esser stato dimesso contro il suo stesso volere. Non è dato sapere a quali accertamenti sia stato sottoposto, ma ciò che trapela è che sintomi come l’ipertensione e il tabagismo, che forse avrebbero potuto allertare il personale medico, non siano stati inquadrati quali possibili concause del male che si è poi palesato. Dopo una iniezione di morfina per lenire i dolori e quando ancora non si reggeva in piedi dal dolore, non è stato tenuto in osservazione ma è stato rimandato a casa con la diagnosi di una presunta ernia del disco. L’aneurisma all’aorta, all’atto pratico “una dilatazione a sacco” la cui rottura è causa di una pericolosissima emorragia, è così scoppiato la mattina seguente, venerdì 17, quando il soccorso medico è stato nuovamente allertato ed M.B. è stato ancora una volta trasportato al pronto soccorso pesarese. Di lì a poco è stato necessario sottoporlo ad un intervento d’urgenza e da allora versa in condizioni critiche in terapia intensiva. La speranza di tutti resta quella che M.B. esca dal coma e questa disavventura possa diventar per lui solo un ricordo.

Omicidio, 30 anni per Ghisco

22 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 22 aprile

Questa la richiesta del pm per la morte di Antonio Capponi.

URBINO – È stato richiesto il massimo della pena, 30 anni che evitano l’ergastolo in virtù del rito abbreviato, per il 25enne moldavo Serghei Ghisco accusato dell’omicidio di Antonio Capponi, 58 anni, titolare di una concessionaria di auto Urbino presso cui lo stesso giovane aveva lavorato per alcuni anni sino allo scorso maggio. Per il pm, Simonetta Cattani, sussistono i requisiti per la richiesta delle aggravanti: sevizie e crudeltà e premeditazione. Capponi era stato prima ripetutamente colpito con un bastone e poi rinchiuso nel portabagagli della sua vettura per poi esser trasportato distante dall’autosalone ove era stato vittima dell’agguato. Il delitto risale a metà novembre 2008, ieri il Gup di Urbino, Camillo Romandini, ha riunito le parti a porte chiuse – in aula moglie e figlie della vittima e il suo aggressore, senza cenni – e oggi nel primo mattino renderà nota la sentenza. Contegno e gran dignità per le tre donne. L’avvocato Michele Ambrosini, che sostiene le ragioni della vedova, Rosanna Pandolfi, e delle due figlie, poco più che maggiorenni, costituitesi parte civile al processo, riferisce di un ragazzo, “trattato come uno di casa”. Ora i familiari attendono giustizia dalla decisione del Gup e avanzano richiesta per un “risarcimento simbolico rimesso ad equità”. La cifra: 1 milione e 400 mila euro. Ma è quasi certo che l’indisponibilità patrimoniale del moldavo la renda insolvibile. Ghisco è stato infatti ammesso al gratuito patrocinio nella causa che lo vede oggi comparire avanti al Gup difeso da Brunelli e da Luca Varani, che ha scelto come legali ma di cui va allo Stato la parcella.

Manca il movente per il delitto

22 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, mercoledì 22 aprile

URBINO – Alla luce delle evidenze processuali, i colpi inferti non sarebbero stati direttamente causa di morte per Capponi, deceduto invece, per asfissia nei 40 minuti del trasbordo. Su questo e sulla mancanza di movente, fa perno la difesa di Ghisco per rigettare le aggravanti. Madre e sorella a Urbino, il moldavo è descritto dal legale come “radicato, incensurato, salvo furtarelli”.