Morbidelli in sciopero, da lunedì posti di lavoro più che dimezzati

pubblicato dal Corriere Adriatico, sabato 18 aprile

Corteo e incontro con i politici: “Le istituzioni devono intervenire”

PESARO – “Puntiamo il dito su chi sta gestendo la situazione a livello locale, non di gruppo Scm. Chiediamo che il direttore dello stabilimento, Massimo Della Fornace, e quello di produzione, Danilo Bartolini, pongano attenzione alle nostre condizioni. Eravamo un albergo a 5 stelle e nel giro di 5 anni siamo diventati peggio di un ostello. Chi di noi ancora lavora, lo fa nel degrado più totale di riscaldamenti a fungo, manco fossimo un open-bar, e bagni indecenti. Per non parlare di sicurezza”. Fa i nomi altrui e subito il suo, Nazario Boni, sindacalista della Rsu Morbidelli che ieri ha manifestato con i suoi compagni per le vie del centro cittadino fino al presidio sotto Confindustria, raccogliendo in consiglio comunale la dovuta attenzione delle istituzioni. “Il piano di ristrutturazione aziendale è in essere. Per i tre siti di Pesaro, Rimini e Tiene si parla di 900 esuberi, certo non tutti frutto della crisi in atto: 400 strutturali e gli altri 500 congiunturali”. A parlare di numeri, non si vedono le facce dei familiari che da quei salari dipendono. Come quando si accenna alla sicurezza sul lavoro, non si riesce a credere a “tentativi di autogestione, perché oramai siamo tutta gente esperta” con bastoni su carroponti e basamenti su cui pesano quintali. Che, se disgrazia vuole succeda qualcosa, la colpa è quasi sempre del lavoratore poco attento che non rispetta le norme. Allora non resta che guardare una coppia di passanti che tende la mano e augura buona fortuna a uomini forti che innalzano striscioni “Noi vogliamo lavorare, Monetini (l’amministratore delegato n.d.r.) non vuole” o “Morbidelli, patrimonio di Pesaro sarà portata a Rimini?”, sperando che l’avranno. Circa 315 persone in busta paga su Pesaro ad oggi, da lunedì non saranno che una metà: 100 in produzione, 40 negli uffici. Una ventina, gli amministrativi già spostati su Rimini. Le attività si stanno muovendo su Villa Verucchio. Lo stabilimento di Pesaro riferiscono che si stia quasi svuotando di senso, da sede progettuale e di assistenza ai clienti, a mero assemblaggio. “Restano le macchine da linea di alto livello per le grandi ditte – spiegano – ma inizialmente avremmo dovuto tenere anche le macchine di fascia bassa di qualità per gli artigiani. C’è il sentore che i terreni della Scm di Rimini Nord siano stati dati in costruzione per l’accentramento della produzione”.
Per questo, il segretario provinciale Fiom Cgil Orazi, invocando un tavolo di coordinamento con Rimini, incalza sul ruolo di leader della meccanica pesarese e riminese: “due locomotive che se rallentano, e lo stanno facendo, peggiorano l’intero indotto”. Sollecitato a dar man forte a queste eccellenze anche il governo. Per l’onorevole Vannucci, “la lotta dei lavoratori Morbidelli è una battaglia di generosità che guarda al futuro”.


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