Acquedotto romano. Viaggio in venti secoli

pubblicato dal Corriere Adriatico, venerdì 17 aprile

PESARO – Doppio vincolo, archeologico e di bene pubblico in funzione, l’acquedotto romano di Pesaro, alle 17 all’Auditorium di Palazzo Antaldi, sarà presentato in un volume, curato da Maria Teresa Di Luca e frutto del contributo di studiosi del calibro di Pietro Laureano, consulente Unesco per zone aride ed ecosistemi. Tra questi, anche il Soprintendente ai Beni Archeologici della Marche, Gabriele Baldelli e il professor Pier Luigi Dall’Aglio dell’Università di Bologna. A corredo, il bel servizio fotografico dello speleologo anconetano, Giuseppe Antonini. Dieci chilometri ancora funzionanti, in gestione di Marche Multiservizi per la fornitura ad uso non potabile, l’acquedotto trova la sua sorgente a Novilara, alle pendici del Monte Fuga, e in cunicolo discende tutta la valle dei Condotti fino a Muraglia, un tempo spingendosi sino a Piazza del Popolo. Una portata estiva di 5 litri al secondo, 145 pozzetti di superficie ora ben georeferenziati, una pendenza continua e costante minima, racconta gli interventi portati avanti nel tempo dalla mano dell’uomo, dalle iscrizioni del suo ispezionatore ottocentesco Zannoni ai più incisivi abbattimenti degli Archi di Muraglia e all’intensa urbanizzazione di Montegranaro. Per l’assessore Michele Gambini, “la sfida è di farlo continuare a funzionare e tramandarlo ai posteri”.


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