“Non farò nessun passo indietro. Mi sono candidato per vincere”

pubblicato dal Corriere Adriatico, venerdì 17 aprile

PESARO – Con il Pdl è una continua epifania. Da poco passata la Pasqua, è ancora un ripetuto manifestarsi dei candidati, sempre gli stessi, a primo cittadino e presidente dell’amministrazione provinciale. Piergiorgio Cascino e Roberto Giannotti, nomi che, ripetutamente, tornano a presentarsi in pubblico, e che comunque sempre portano con sé una sorta di dubbio, non certo espresso nelle loro parole. Così più si riconfermano e più pare che dietro l’angolo, prima o poi, qualcun altro sbuchi.
E’ stato così che anche ieri, alla presentazione pubblica di Piergiorgio Cascino a candidato sindaco per la città di Pesaro all’Oasi San Nicola, si è chiesto dell’ombra di Mascioni.
“Sono in corsa per vincere – ribatte l’imprenditore Cascino – Io non ho tessere. Ho accettato l’invito a candidarmi che mi è stato fatto e ora non intendo far altro. Punto ad andare a vincere su Pesaro”.
Al tavolo dei relatori, lui e Giannotti, il neo-eletto comitato provinciale con Bettini e la vice Foschi, il consigliere regionale D’Anna e il coordinatore regionale Ceroni che raccoglie con entusiasmo il fatto “che anche per Mascioni la sinistra ha fallito. E non è di parte come noi”. A chi chiede se non soffrano di solitudine a correre da soli? “Registriamo l’accordo con l’Udc”. Accordo che però non è provinciale? “Personalismi”. Accusano “una Provincia in cui la politica è collusa con gli affari” e citano spesso indagini e magistratura, ma riferiscono di farlo per porre in smacco una purezza che la sinistra ostenta senza averne titoli e per difendere il bene pubblico su tematiche basilari come salute e bene pubblico.
Il gergo è quello della battaglia. Per D’Anna, “E’ giunta l’ora della riscossa”. Per Cascino, “è ora di dare alla sinistra la paga che si deve”. E le scelte dei generali da mandare avanti sono tattica. Così mentre Moretti (Udc) ha lasciato lo scettro a Cascino, “han scelto lui e non me perchè è più bello”, Giannotti ringrazia Ceroni per aver puntato “su Pesaro, impegno personale e storia di partito” ai tavoli delle candidature che hanno affossato il fanese De Leo. Resta che, ribadisce D’Anna, “Cascino e Giannotti devon fare la differenza numerica a livello locale per poter contare in Regione”.


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