“Uniti in difesa dell’ambiente”

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 2 aprile

L’assessore Capponi sollecita l’impegno di tecnici, politici e cittadini.

PESARO – “Bisogna porre la questione sociale e ambientale nel medesimo contenitore per fare democrazia partecipata. Non basta il tecnico, l’esperto, il super-burocrate, a progettare. Dev’esserci, tra politici e tecnici, sempre più l’obbligo di confrontarsi con le esigenze reali dei cittadini che risiedono nei territori”. Così riferisce l’assessore ai beni ambientali della Provincia, Sauro Capponi, presentando la pubblicazione “I nuovi paradigmi dello sviluppo – Scienze sociali e scienze ecologiche a confronto”. E continua, “Sono i cittadini i diretti interessati, per cui vanno coinvolti ogni volta che una proposta di sviluppo impatta con la zona, non solo a livello ambientale, ma anche sociale, per le ricadute con cui quelle opere incidono sulla popolazione. È dunque necessario ragionare assieme fin dalla progettazione, non quando le opere sono già state portate a termine”.
Il volume, edito per conto dell’Assessorato provinciale, raccoglie le pubblicazioni di un convegno tenutosi nel novembre 2007, ma che lo stesso presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli, non ha mancato di rilevare in tutta la sua estrema attualità. “Come amministrazione provinciale – spiega – abbiamo cominciato ad occuparci di temi come lo sviluppo sostenibile da oltre un decennio, ma ciò non toglie che questi argomenti si ripropongono tuttora nella nostra agenda con la loro stringente concretezza nelle nostre discussioni quotidiane”.
Curatori del saggio e referenti del progetto, l’ecologo Almo Farina e il sociologo Massimo Russo, che ebbero modo di proporre l’idea all’ente che, accolta, portò a relazionare sull’argomento il professor Berganti del Museo delle Scienze di Parigi e numerosi altri esperti anche stranieri. “Questo lavoro è come un seme – riporta Farina – che ha dato modo ai ricercatori di verificare delle ipotesi di ecologia del sociale, mettendo in piedi un laboratorio virtuale che vorremmo portare avanti”. Allo stesso modo per Russo, “non è pensabile progettare grande opere senza prime proporle alla società. Negli studi sugli impatti ambientali la popolazione va coinvolta”.


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