Archive for 2 aprile 2009

“Uniti in difesa dell’ambiente”

2 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 2 aprile

L’assessore Capponi sollecita l’impegno di tecnici, politici e cittadini.

PESARO – “Bisogna porre la questione sociale e ambientale nel medesimo contenitore per fare democrazia partecipata. Non basta il tecnico, l’esperto, il super-burocrate, a progettare. Dev’esserci, tra politici e tecnici, sempre più l’obbligo di confrontarsi con le esigenze reali dei cittadini che risiedono nei territori”. Così riferisce l’assessore ai beni ambientali della Provincia, Sauro Capponi, presentando la pubblicazione “I nuovi paradigmi dello sviluppo – Scienze sociali e scienze ecologiche a confronto”. E continua, “Sono i cittadini i diretti interessati, per cui vanno coinvolti ogni volta che una proposta di sviluppo impatta con la zona, non solo a livello ambientale, ma anche sociale, per le ricadute con cui quelle opere incidono sulla popolazione. È dunque necessario ragionare assieme fin dalla progettazione, non quando le opere sono già state portate a termine”.
Il volume, edito per conto dell’Assessorato provinciale, raccoglie le pubblicazioni di un convegno tenutosi nel novembre 2007, ma che lo stesso presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli, non ha mancato di rilevare in tutta la sua estrema attualità. “Come amministrazione provinciale – spiega – abbiamo cominciato ad occuparci di temi come lo sviluppo sostenibile da oltre un decennio, ma ciò non toglie che questi argomenti si ripropongono tuttora nella nostra agenda con la loro stringente concretezza nelle nostre discussioni quotidiane”.
Curatori del saggio e referenti del progetto, l’ecologo Almo Farina e il sociologo Massimo Russo, che ebbero modo di proporre l’idea all’ente che, accolta, portò a relazionare sull’argomento il professor Berganti del Museo delle Scienze di Parigi e numerosi altri esperti anche stranieri. “Questo lavoro è come un seme – riporta Farina – che ha dato modo ai ricercatori di verificare delle ipotesi di ecologia del sociale, mettendo in piedi un laboratorio virtuale che vorremmo portare avanti”. Allo stesso modo per Russo, “non è pensabile progettare grande opere senza prime proporle alla società. Negli studi sugli impatti ambientali la popolazione va coinvolta”.

In regalo un laboratorio d’informatica

2 aprile 2009

pubblicato dal Corriere Adriatico, giovedì 2 aprile

La Fondazione ha donato tutte le attrezzature necessarie al centro diurno di salute mentale di via Redipuglia.

PESARO – “Mi insegnerete voi ad usare il computer e navigare in internet”. È affabile il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Gianfranco Sabbatini, nel rivolgersi agli ospiti del Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale, al Parco della Pace. La Fondazione ieri ha donato le attrezzature per un’aula informatica: 4 postazioni fisse e due portatili, oltre a stampanti e l’utilizzo del web per aprirsi al mondo ed entrare in rete con gli altri.
Per il direttore della Zona1, Gianni Genga, “un’occasione importante”. Per Sabbatini, che ha ricordato i recenti interventi in favore del San Salvatore, “un atto dovuto, che ci rende lieti di esser utili”. Per il sindaco Ceriscioli, per cui appunto “non c’è giorno che non sia da ringraziare la Fondazione”, un modo “per aggiornarsi al vivere odierno, dove internet è entrata nel quotidiano di ciascuno, con piene opportunità di produzione e relazione”.
Dopo una prima alfabetizzazione informatica, con alcuni che già hanno comperato un pc per casa propria, forse verrà prodotto un giornalino. Quel che è certa è l’intenzione: “contaminare il fuori e spendersi in eventi normali”, spiegano gli operatori socio-sanitari. Così il responsabile, lo psichiatra Massimo Mazini, ammette che “qui in parte la medicina ha fallito e ora puntiamo sulla parte sana e creativa per il recupero: Una creatività che spesso incontra la malattia, come in Rossini. Una malattia e una sanità che viaggiano assieme in ciascuno di noi”. In via Redipuglia, l’adesione alla struttura semi-residenziale è volontaria e gratuita e segue uno specifico piano medico che integra il trattamento farmacologico con l’attività terapeutica e riabilitativa, anche attraverso la terapia occupazionale in due avviati laboratori, di ricamo e floricoltura.